Calcificazione della Spalla

La calcificazione della spalla rappresenta una delle più frequenti cause di dolore non traumatico alla spalla.
Scopri quali sono le cause, i sintomi e tutti i vantaggi della litoclasia eco-guidata.

Cos'è la calcificazione della spalla?

La tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori, comunemente conosciuta come calcificazione della spalla, è una patologia benigna che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni d’età.

Essa rappresenta una delle più frequenti cause di dolore non traumatico alla spalla.

È caratterizzata da depositi di calcio all’interno del tessuto tendineo; tali depositi possono essere singoli o multipli e possono presentarsi in una o, meno frequentemente, in entrambe le spalle.

I depositi di calcio possono provocare dolore intenso e importante limitazione funzionale nelle attività quotidiane e lavorative.

Anatomia: cos'è la cuffia dei rotatori?

La cuffia dei rotatori è un complesso muscolo - tendineo, che riveste la testa dell’omero. I quattro tendini che la formano appartengono ai muscoli sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo, oltre al tendine del bicipite. La loro funzione è principalmente quella di stabilizzare l’articolazione gleno-omerale; inoltre permettono alla spalla di muoversi nelle diverse direzioni.

Calcificazione della spalla - Depositi di calcio

Quali sono le cause?

Le cause che portano al deposito di calcio nei tendini della cuffia dei rotatori non sono ancora del tutto chiare; esistono diverse ipotesi scientifiche, ma nessuna è completamente soddisfacente.

Chiara è invece la distinzione causale tra calcificazione degenerativa e tendinopatia calcifica:

  • La calcificazione degenerativa è dovuta al processo di invecchiamento dei tendini, che divengono calcifici; essa avviene a livello dell'inserzione del tendine sull'osso.
  • La tendinopatia calcifica propriamente detta è, invece, sostenuta da un processo di metaplasia cellulare, vale a dire di trasformazione di alcune cellule tendinee in cellule produttrici di calcio; essa si verifica dunque all’interno del tessuto tendineo.

Alcuni fattori sembrano esporre il paziente a un rischio maggiore di sviluppare o di rendere sintomatica una calcificazione, come ad esempio movimenti ripetitivi di elevazione della spalla sopra i 90°, traumi, sollevamento di carichi pesanti…cosi come alcune patologie metaboliche (sindromi tiroidee, diabete, disordini del metabolismo del calcio…) sembrerebbero aumentarne in questi pazienti la suscettibilità.

Calcificazione degenerativa
La calcificazione degenerativa riguarda prevalentemente le donne oltre i 65 anni di età.

Quali sono i sintomi della calcificazione della spalla?

La durata del processo è variabile; alcune calcificazioni possono rimanere asintomatiche per diversi mesi per poi presentarsi improvvisamente con un dolore acuto ed insopportabile, che spesso porta il paziente a recarsi in Pronto Soccorso.

Il dolore si localizza nella parte anteriore e laterale della spalla, irradiato al braccio, senza scendere al di sotto del gomito né salire a livello del collo.

Esso aumenta con i movimenti della spalla, che quindi si riducono a tal punto da simulare, a volte, una spalla paralitica. Anche le più semplici attività quotidiane, come vestirsi e lavarsi, possono diventare molto difficoltose.

Spesso il dolore è presente anche durante le ore notturne, impedendo al paziente il riposo.

Calcificazione della spalla, quali sono i sintomi
Sintomi della calcificazione: dolore acuto ed insopportabile alla spalla
Evoluzione della malattia

La patologia evolve in tre stadi, caratterizzati da differenti quadri clinici:

La dimensione e la forma delle calcificazioni sono variabili; anche la localizzazione è differente: il tendine più frequentemente colpito è il sovraspinato.

Diagnosi: quali sono gli esami più indicati?

Per diagnosticare la calcificazione della spalla sono necessari:

  • Esame clinico
    effettuato dallo specialista in sede di visita
  • Radiografia
    in proiezioni standard: permette di confermare la presenza della calcificazione e di valutare le articolazioni della spalla
  • Ecografia
    localizza con precisione la calcificazione nel contesto del tendine, valutando di quest’ultimo anche la qualità e l’eventuale degenerazione associata.

La risonanza magnetica viene richiesta solo in caso di sospetta lesione della cuffia dei rotatori.

Radiografia di una calcificazione di spalla
Radiografia di una calcificazione della spalla

Quali sono le cure per la calcificazione della spalla?

La durata del processo patologico è variabile e, quindi, non è prevedibile il tempo di auto-risoluzione della calcificazione; i depositi di calcio possono recidivare o presentarsi successivamente anche nella spalla inizialmente sana.

Il trattamento ha l’obiettivo di risolvere il dolore acuto e di prevenire la rigidità articolare; esso può essere di tipo conservativo, chirurgico o mini-invasivo.

Terapia conservativa:

La terapia conservativa ha lo scopo di limitare la sintomatologia dolorosa, in attesa che la calcificazione si riassorba da sé, in un tempo più o meno lungo.

Essa può avvalersi di:

Terapia chirurgica

L’asportazione chirurgica della calcificazione può essere effettuata per via aperta o per via artroscopica; la chirurgia è generalmente riservata solo ai casi in cui si associano altre condizioni patologiche (sindrome da conflitto, tendinite del capo lungo del bicipite, lesioni della cuffia dei rotatori…).

Trattamento mini-invasivo: litoclasia eco-guidata

La litoclasia eco-guidata, o Trattamento Percutaneo Ecoguidato (TPE), è una procedura mini-invasiva, sicura e alternativa alla chirurgia, indicata per il trattamento della calcificazione della spalla.

Tale procedura, a differenza della terapia infiltrativa, permette non solo di agire sui sintomi (il dolore in particolare), ma di modificare il decorso della malattia, promuovendo anche un recupero funzionale della spalla.

In cosa consiste?

Essa consiste nello svuotamento della calcificazione mediante lavaggi di soluzione fisiologica, attraverso un ago che viene inserito, sotto guida ecografica, nel deposito calcifico.

La litoclasia viene eseguita in anestesia locale, in ambulatorio; la durata della procedura dipende dal numero e dalla grandezza delle calcificazioni, ma generalmente non si protrae oltre i 20-30 minuti. Al termine della procedura la spalla è libera, senza alcun tutore di immobilizzazione. Il paziente dovrà applicare il ghiaccio per i 4-5 giorni successivi e potrà ritornare alle attività quotidiane e lavorative precocemente, evitando i carichi più pesanti.

Calcificazione alla spalla - Litoclasia eco-guidata
Calcificazione alla spalla - Litoclasia eco-guidata

Quali sono i vantaggi?

  • Procedura mini-invasiva: si utilizza un semplice ago simile a quello usato per le infiltrazioni
  • Una sola seduta
  • Anestesia locale
  • Regime ambulatoriale
  • Nessuna cicatrice chirurgica
  • Nessuna immobilizzazione
  • Rischio di complicanze minimo
  • Rapido ritorno alle attività quotidiane e lavorative
Dottoressa Marina Faccio
Dr.ssa Marina Faccio

Chirurgo della Mano e dell'Arto Superiore
Visito in Toscana ed Emilia Romagna

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