Dito a scatto

La tenosinovite stenosante, più comunemente nota come dito a scatto, è una patologia infiammatoria dei tendini flessori che colpisce soprattutto la mano dominante, in particolare il pollice: il dito si blocca piegato e poi si estende con uno scatto. Scopri le cause, i sintomi, le cure e quando è indicato l'intervento chirurgico.

A cura della Dott.ssa Marina Faccio, ortopedico e chirurgo della mano aggiornato il
Indice 9 sezioni
  1. Cos'è
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Dito a scatto congenito
  5. Diagnosi
  6. Cure
  7. Ecochirurgia
  8. Cosa dicono i pazienti
  9. Domande frequenti

Cos'è il dito a scatto?

Dito a scatto

Il dito a scatto è il nome comune con cui si è soliti indicare la tenosinovite stenosante, una patologia infiammatoria che interessa i tendini flessori delle dita; si manifesta principalmente nella mano dominante.

Le dita più coinvolte sono, nell'ordine: il pollice, l’anulare e il medio.

Colpisce prevalentemente le donne tra i 40 e i 60 anni d'età.

Patogenesi del dito a scatto

I tendini flessori delle dita sono avvolti da una membrana sinoviale, che consente lo scorrimento tendineo durante i movimenti di flessione ed estensione delle dita. Durante il processo infiammatorio del dito a scatto tale membrana aumenta di volume, impedendo il normale scorrimento del tendine flessore all'interno del proprio canale osteo-fibroso (puleggia A1). Ciò provoca il blocco del dito, che rimane piegato per poi estendersi con uno scatto; altre volte è necessario “sbloccarlo” manualmente per riportarlo nella posizione estesa.

Quali sono le cause?

La causa del dito a scatto è spesso multifattoriale.

L’infiammazione dei tendini flessori avviene in seguito a microtraumi dovuti alla sollecitazione continua causata, ad esempio, da alcuni movimenti ripetitivi.

Le persone più soggette a questa patologia sono infatti tutti coloro che svolgono professioni o attività in cui le dita sono maggiormente sollecitate, come ad esempio:

  • Musicisti
  • Artigiani e professionisti che utilizzano cacciaviti o forbici
  • Persone che utilizzano assiduamente lo smartphone

La gravidanza può rappresentare un'ulteriore causa della comparsa del dito a scatto, come conseguenza di una maggiore ritenzione idrica.

Si parla di dito a scatto secondario quando l’insorgenza della malattia è attribuibile alla presenza di altre patologie come il diabete, la gotta, l’ipotiroidismo o l’artrite reumatoide.

Quali sono i sintomi del dito a scatto?

Il sintomo più evidente è il tipico “scatto”, vale a dire quel movimento che impedisce al tendine di estendersi in modo naturale dopo un piegamento.

Altri sintomi comprendono un indolenzimento alla base del dito (dove spesso è riscontrabile al tatto anche un piccolo nodulo tendineo), il gonfiore e il dolore che può estendersi anche nella regione dorsale del dito.

Classificazione

La gravità clinica viene valutata in base alla classificazione di Green:

  • Grado 1 (pre-scatto)
    caratterizzato dalla presenza di dolore, spesso accompagnato da gonfiore alla base del dito
  • Grado 2 (scatto attivo)
    oltre al dolore, è presente il caratteristico “scatto” che dà origine al nome della patologia
  • Grado 3 (scatto passivo)
    lo “scatto” non avviene automaticamente ma, per riportare il dito nella posizione iniziale, è necessario il supporto dell’altra mano
  • Grado 4 (blocco in flessione)
    lo stadio più grave, in cui il dito rimane bloccato in flessione e non riesce a essere esteso nemmeno passivamente

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Dito a scatto congenito

Quando il dito a scatto si presenta nei bambini, prevalentemente tra i 6 mesi e i 2 anni d'età, si parla di dito a scatto congenito o pediatrico.

Il blocco interessa tipicamente l’articolazione interfalangea del pollice, che spesso rimane bloccata in flessione.

Frequentemente è palpabile un nodulo tendineo (detto Nodulo di Notta) nella regione dell'articolazione metacarpo-falangea del pollice.

Se la risoluzione del problema non avviene spontaneamente con l'utilizzo di tutori ed esercizi di stretching, è necessario intervenire chirurgicamente per evitare una contrattura permanente del dito.

Diagnosi: quali esami sono necessari?

La diagnosi del dito a scatto è essenzialmente basata sull'anamnesi e sull'esame obiettivo durante la visita specialistica.

In alcuni casi può essere necessario un esame ecografico per escludere la presenza di altre patologie, come ad esempio cisti della puleggia o nodulo della malattia di Dupuytren.

L’esame radiografico può essere richiesto solo in caso di diagnosi differenziale con altre patologie come rigidità articolari, artrosi, esiti traumatici...

Quali sono le cure?

A seconda dello stadio di gravità del dito a scatto e della durata dei sintomi si può intervenire in modo conservativo o chirurgico.

Terapia conservativa

Lo scopo della terapia conservativa è quello di limitare il dolore e ripristinare la funzionalità del dito. Essa si avvale di:

  • individuazione del fattore scatenante e riposo
  • ghiaccio locale più volte al giorno
  • antinfiammatori locali
  • tutori diurni e notturni
  • ciclo di fisioterapia specifica
  • infiltrazioni di corticosteroidi ed anestetico per ridurre l'infiammazione, il gonfiore e il dolore

Terapia chirurgica

Nei casi in cui la terapia conservativa non dovesse avere effetto o in cui dovessero ripresentarsi i sintomi, si rende necessario intervenire chirurgicamente.

L’intervento consente di liberare il tendine, permettendogli di tornare a scorrere normalmente durante i movimenti del dito.

Attraverso un'incisione palmare alla base del dito si esegue l'apertura chirurgica della prima puleggia (A1) del canale digitale osteo-fibroso, permettendo in tal modo il ripristino dello scorrimento tendineo.

Ecochirurgia mini-invasiva per il dito a scatto

Dito a scatto: intervento con guida ecografica
Ecochirurgia per dito a scatto
Dito a scatto: intervento con guida ecografica
Ecochirurgia e cicatrice post-operatoria

Una delle tecniche più innovative e meno invasive per il trattamento del dito a scatto è l'intervento sotto guida ecografica (ecochirurgia).

In cosa consiste?

In questa procedura il chirurgo utilizza un ecografo ad alta risoluzione, posizionato sul palmo della mano del paziente, per individuare con precisione l'area da trattare.

Utilizzando uno strumento specifico, il chirurgo è in grado di liberare il tendine attraverso un'incisione nettamente più piccola rispetto all'intervento tradizionale, facilitando il recupero post-operatorio.

Come viene eseguita l'anestesia?

L'intervento per dito a scatto viene eseguito in regime ambulatoriale (senza pernottamento notturno), in anestesia locale al dito.

Inoltre, la procedura con guida ecografica può essere eseguita utilizzando l'anestesia di tipo WALANT, che evita l'uso del laccio emostatico.

Questo consente al paziente di rimanere sveglio durante l'operazione, migliorando il comfort ed evitando la sedazione.

Quali sono i tempi di recupero?

I tempi di recupero con questo approccio sono generalmente molto brevi, consentendo ai pazienti di riprendere le attività quotidiane quasi immediatamente dopo l'intervento.

Dopo una settimana dall’intervento si effettua un controllo ambulatoriale per togliere la sutura e valutare il recupero funzionale.

È opportuno astenersi dai carichi più pesanti per circa un mese, rispettando i tempi biologici di guarigione dell'infiammazione tendinea.

Per un buon recupero è sempre consigliato un ciclo di fisioterapia specifica, volta a ridurre l'edema post-chirurgico, recuperare lo scorrimento tendineo e impedire la formazione di aderenze cicatriziali.

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Dottoressa Marina Faccio

Articolo a cura di

Dott.ssa Marina Faccio

Ortopedico e chirurgo della mano

European Board Certified Hand Surgeon (FEBHS)

Ordine dei Medici di Firenze n. 15360

BolognaFirenzePrato

Cosa dicono i pazienti

«Ho già ripreso a fare tutto»

Ascolta la testimonianza di Melita, a 7 giorni dall'intervento sotto guida ecografica per dito a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Preparo da mangiare normalmente. Sta andando tutto molto bene»

Ascolta la testimonianza di Meris, a due settimane dall'intervento per dito a scatto in ecochirurgia.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Riesco a reggere la tazzina del caffè»

Ascolta la testimonianza di Silvia, a una settimana dall'intervento per pollice a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Ho già recuperato quasi tutta la mobilità. Torno in bicicletta!»

Ascolta la testimonianza di Massimo, 15 giorni dopo l'intervento per dito a scatto in stadio di blocco.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Dolore zero e sto recuperando velocemente»

Ascolta la testimonianza di Maro, a due settimane dall'intervento per terzo e quarto dito a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Non ho preso neanche un antidolorifico»

Ascolta la testimonianza della paziente, a tre settimane dall'intervento chirurgico per il dito a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Apro e chiudo la mano benissimo, come prima»

Ascolta la testimonianza di Maria Felicia, dopo due settimane dall'intervento per il dito a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Contenta di aver fatto 3 interventi insieme»

Ascolta la testimonianza di Stefania, operata per tunnel carpale e pollice a scatto a entrambe le mani.

Video: Video testimonianza post-intervento

«Spariti i dolori e riacquisito l'uso del pollice. Il dito si apre da solo e non scatta più»

Ascolta la testimonianza di Mauro, pescatore di tonni, ad un mese di distanza dal doppio intervento per rizoartrosi e per terzo dito a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

«La prima notte dopo l'intervento ho dormito 8-9 ore, non mi sono neanche accorto»

Ascolta la testimonianza di Italo, operato per sindrome del tunnel carpale bilaterale in endoscopia e per pollice a scatto.

Video: Video testimonianza post-intervento

Venuta a conoscenza dopo ricerca su internet a febbraio scorso mi sono recata a visita ortopedica specialistica dalla dott.ssa Marina Faccio c/o gli ambulatori Symcro di Prato e mi ha ispirato subito fiducia.

Successivamente mi sono sottoposta ad intervento chirurgico c/o villa Donatello di Sesto F.no, per decompressione endo/open canale tunnel carpale destro e tenolisi dito a scatto, su arto problematico, eseguito dalla dott.ssa Marina Faccio che ringrazio, preparata, disponibile ed empatica.

Ringrazio tutto il suo staff, fra gli altri Claudia la segretaria, efficiente, gentile e disponibile e Claudia la fisioterapista che tutt'ora mi segue magistralmente, brava, attenta e disponibile.

Sparito il dolore, pienamente soddisfatta.

★★★★★
Franca G.Recensione Google

Vorrei ringraziare sentitamente la Dott.ssa Marina Faccio, si è dimostrata fin dalla prima visita, molto gentile e preparata. Mi ha operato al tunnel carpale e terzo dito a scatto, a distanza di una settimana ho già recuperato quasi completamente la mobilità, e il formicolio alle dita è solo un fastidioso ricordo!

Grazie ancora a lei e al suo staff.

★★★★★
Paolo G.Recensione Google

Sono stata operata nella clinica Donatello (di Firenze) i primi di luglio, dalla dottoressa Marina Faccio, al tunnel bilaterale e quarto dito a scatto.

La dottoressa è molto gentile e qualificata e l'intervento mi ha soddisfatto a pieno, rispecchiando quanto descritto dalla dottoressa nel pre operatorio, molto disponibile e gentile la sua assistente Claudia.

La consiglio caldamente a tutti.

★★★★★
Nadia S.Recensione Google

Mi sono operata per dito a scatto il 15 maggio e, a causa di un mio prolungato ritardo nel farmi curare, l'intervento é risultato più complesso. Con mio grande stupore a due settimane dall'intervento riesco a chiudere quasi del tutto la mano e il taglietto é praticamente invisibile. Un grande grazie alla Dott.ssa Faccio per la sua professionalità, gentilezza e disponibilità. Consigliatissima.

Un grazie anche a Claudia, la segretaria, che ha gestito il tutto in modo perfetto con cortesia e disponibilità.

★★★★★
Emily F.Recensione Google

La dottssa Marina Faccio è un medico professionale, serio ed affidabile, sono stata operata recentemente a tutte

e due le mani , tunnel carpale e dito a scatto.

Intervento mininvasivo, cicatrici piccole e poco invalidanti, dopo una settimana muovo bene le dita, il dito a scatto completamente risolto e pensare che ad Arezzo mi avevano detto che ero inoperabile.

Facile da contattare e molto presente nelle risposte e nei quesiti, tramite la sua segretaria ,

Grazie ancora Marina un cordiale saluto

Mara Fini

★★★★★
Mara F.Recensione Google

Molto professionale e competente, in un paio di sedute mi ha risolto il problema al dito che non riuscivo più a piegare.

Consiglio vivamente.

★★★★★
Fabio G.Recensione Google

Ho effettuato un intervento per dito a scatto con la Dottoressa Faccio ,con risultato per me ottimo ,trovando professionalità e serietà nel suo operato.

★★★★★
Silvia S.Recensione Google

Ho effettuato intervento alle mani (tunnel.carpale e pollici a scatto) con la dottoressa Faccio. Avevo avuto il suo nominativo da un'amica che si era trovata molto bene. Posso confermare la professionalità, puntualità e soprattutto l'assistenza ricevuta prima e dopo l'intervento dalla.dott.ssa che mi ha sempre fornito, personalmente o tramite la sua segreteria, le Informazioni corrette e rassicuranti. Ora, dopo una sola.settimana dall'intervento, mi sento nuovamente autonoma ed "operativa" con entrambe le mani.

★★★★★
Stefania G.Recensione Google

Operazione dito a scatto anulare mano destra. Tutto funziona perfettamente. Nessun dolore, nessun impedimento, il movimento è fluido.

★★★★★
Carla G.Recensione Google

Sono stata operata per il problema di dito a scatto dalla Dottoressa Faccio Marina. Equipe professionale, competente. La Dottoressa, sicura di sé ed estremamente gentile, mi ha risolto il problema.

★★★★★
Ada L.Recensione Google

Sono stata operata dalla Dott.ssa Faccio 10 gg fa per pollice a scatto completamente bloccato.

Già la sua accoglienza appena prima dell'intervento è stata tale da tranquillizzare anche la persona più ansiosa che esista.

Dopo l'intervento non ho avuto dolore. Ho seguito le sue indicazioni e dopo solo due settimane il pollice ha riacquisto la completa motilità e funzionalità.

Ringrazio di cuore la Dott.ssa per la sua professionalità e la grande umanità dimostratami.

★★★★★
MariolinaRecensione Facebook
4,9su 187 recensioni Google e Facebook GoogleFacebook

Esperienze spontanee dei pazienti, senza alcun compenso. Ogni caso è diverso e queste esperienze non sono una garanzia di risultato.

Domande frequenti

Il dito a scatto può guarire spontaneamente?

In alcuni casi lievi, il dito a scatto può regredire spontaneamente se viene eliminata la causa dell'infiammazione.

Tuttavia, è importante monitorare la situazione per evitare che diventi cronica.

Il diabete può aumentare il rischio?

Sì, i pazienti con diabete mellito sono più predisposti a sviluppare infiammazioni e tenosinoviti, tra cui il dito a scatto.

È essenziale che lo specialista tenga conto di questa condizione nel pianificare il trattamento.

È necessario fare un'elettromiografia per la diagnosi?

Di solito, la diagnosi di dito a scatto si basa su una visita clinica.

L'elettromiografia (EMG) è necessaria solo se si sospetta la presenza di altre patologie, come il tunnel carpale, che causano formicolio.

Le infiltrazioni di cortisone sono una cura permanente?

Le infiltrazioni di cortisone possono alleviare i sintomi, ma i loro effetti sono spesso temporanei. Non devono essere ripetute più di 2-3 volte per dito.

Se i sintomi ritornano, potrebbe essere necessario l'intervento chirurgico.

Il dito a scatto è una malattia professionale?

L'uso ripetitivo delle mani sul lavoro può contribuire allo sviluppo del dito a scatto.

Per ottenere il riconoscimento come malattia professionale, è necessario rivolgersi all'Inail e seguire una valutazione medica.

Il dito a scatto può recidivare dopo l’intervento?

Le recidive del dito a scatto sono molto rare e, quando si verificano, tendono a presentarsi poco dopo l’intervento.

Se i sintomi ritornano dopo anni, è possibile che si tratti di una condizione diversa, e si consiglia una nuova valutazione.

Può essere trattato insieme alla sindrome del tunnel carpale?

Non è raro che il dito a scatto si presenti insieme alla sindrome del tunnel carpale.

In questi casi, si può eseguire un intervento combinato per risolvere entrambe le condizioni in un’unica seduta operatoria.

Cosa succede se non tratto il dito a scatto?

Se non trattato, il dito a scatto può peggiorare, causando dolore cronico e limitazione del movimento.

Nei casi più gravi (stadio 4) il dito rimane bloccato, nella maggior parte dei casi in posizione piegata.

La fisioterapia può risolvere il dito a scatto?

Sì, nelle fasi iniziali: quando l’infiammazione del dito a scatto è all’inizio, un buon protocollo fisioterapico può essere risolutivo.

Cosa fare se la fisioterapia per il dito a scatto non funziona?

Se la fisioterapia per il dito a scatto è inefficace, è opportuno rivalutare il quadro clinico e le soluzioni terapeutiche con il chirurgo della mano.

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