La malattia di Dupuytren è una patologia della mano che può risultare fortemente invalidante nei casi avanzati, causando la contrattura delle dita in flessione. Scopri le cause, i sintomi, le cure e quando è indicato l'intervento chirurgico.


La malattia di Dupuytren, o morbo di Dupuytren, è una patologia benigna della mano che provoca la flessione irriducibile di una o più dita.
Essa colpisce la fascia (aponeurosi) palmare e digitale, provocandone un ispessimento e una retrazione, che causano la contrattura in flessione di una o più dita.
Gli uomini sono molto più colpiti rispetto alle donne, con un'incidenza da 7 a 15 volte maggiore, soprattutto dopo i 50 anni di età. È conosciuta anche come "Malattia dei Vichinghi", poiché il ceppo iniziale fu riscontrato nel nord Europa; la malattia colpisce prevalentemente persone di origine europea.
L'aponeurosi palmare è la fascia di tessuto connettivo, formata da una complessa struttura di bande e legamenti, che riveste e protegge i tessuti profondi del palmo e delle dita (tendini, nervi, arterie). Oltre alla funzione protettiva dei tessuti cosiddetti nobili, essa sostiene la pelle durante le prese di forza e quelle fini.
La malattia di Dupuytren ha una base genetica ereditaria: il paziente geneticamente predisposto presenta un'alterata produzione delle fibre collagene dell'aponeurosi, che porta alla formazione di noduli sul palmo e corde patologiche che retraggono le dita.
La componente genetica può essere influenzata da fattori di rischio come alcune malattie croniche (es. diabete, epilessia), abitudini come il fumo o il consumo eccessivo di alcol e attività lavorative pesanti.

La gravità del quadro clinico è molto variabile e la patologia può evolvere nel corso del tempo in modo più o meno rapido.
La malattia di Dupuytren si presenta più frequentemente sul lato ulnare della mano (4° e 5° dito); può colpire una o più dita e una od entrambe le mani.
Generalmente si manifesta con la comparsa di un piccolo nodulo sottocutaneo nel palmo, a volte confuso dal paziente con un corpo estraneo, una cisti o un "ossicino della mano".
Nel tempo i noduli possono ispessirsi ed allungarsi lungo la fascia palmare, formando delle vere e proprie corde dure e retraenti, che causano la flessione irriducibile di una o più dita.
I noduli e le corde palmari solitamente non sono dolorosi, ma la contrattura in flessione delle dita crea impaccio funzionale nelle attività quotidiane e lavorative, come ad esempio lavarsi il volto, stringere la mano, impugnare oggetti, ecc.
In rari casi il morbo di Dupuytren si può associare ad un ispessimento e retrazione anche a livello della fascia plantare (morbo di Ledderhose) o dei corpi cavernosi del pene (malattia di La Peyronie).
La diagnosi della malattia di Dupuytren è essenzialmente basata sull'anamnesi e sull'esame obiettivo durante la visita specialistica.
Se si associa anche una deformità articolare di altra origine (artrosi, artrite reumatoide, esiti di fratture articolari, ecc.) o una flessione importante da lungo tempo delle dita, può essere utile eseguire una radiografia della mano per valutare il grado di degenerazione articolare. Un'ecografia potrebbe essere richiesta nei casi di diagnosi differenziale (cisti puleggia, dito a scatto, ecc.).
Il "test del tavolo" è un metodo semplice e facilmente riproducibile anche dal paziente, che permette di valutare l’indicazione al trattamento; consiste nell'appoggiare su una superficie piana la mano a piatto dal lato del palmo: il test è positivo se la mano non riesce a toccare completamente il tavolo a causa della flessione di una o più dita.
Se il table test è positivo è consigliabile recarsi dal medico specialista, il quale, a seconda del grado di contrattura presente e delle richieste funzionali del paziente, valuterà se vi è indicazione al monitoraggio della situazione clinica o al trattamento.
Il trattamento per la malattia di Dupuytren può essere chirurgico o enzimatico; l'obiettivo è eliminare la contrattura in flessione delle dita affette e migliorare la funzionalità della mano. Indipendentemente dal tipo di trattamento, il ritorno alla piena funzionalità dipende principalmente dal grado di severità raggiunto dalla contrattura delle dita.
La sola presenza dei noduli palmari sottocutanei generalmente non rappresenta di per sé un'indicazione al trattamento, che deve essere valutata in base alla situazione clinica.
Il tasso di recidiva, cioè di ricomparsa della malattia dopo il trattamento, è molto variabile e non prevedibile, ma può essere controllato con un monitoraggio regolare.


L'intervento chirurgico per il trattamento della malattia di Dupuytren consiste nell'asportazione dei cordoni patologici e quindi della fascia palmare affetta dalla malattia (fascectomia selettiva). Solo in casi particolarmente gravi può essere necessaria anche l'asportazione della pelle sovrastante (dermato-fascectomia). In entrambe le procedure verrà anestetizzato l'intero arto superiore (anestesia loco-regionale).
Dopo l'intervento chirurgico il polso e le dita affette vengono immobilizzati con una stecca gessata per circa due settimane; i tempi di guarigione della cute sono molto variabili a seconda della gravità della patologia.
In seguito alla guarigione delle ferite chirurgiche seguirà un intenso ciclo di fisioterapia, volto al recupero funzionale e al rimodellamento delle cicatrici.
È una procedura innovativa, sicura ed efficace, alternativa al trattamento chirurgico. È un metodo mini-invasivo che evita cicatrici e le complicanze chirurgiche maggiori, assicurando nella maggior parte dei casi un più rapido ritorno alle attività quotidiane e lavorative.

Consiste nell'iniezione di un enzima, la collagenasi, direttamente nella zona affetta dalla patologia. Tale enzima ha la proprietà di degradare le fibre collagene di cui sono costituiti i cordoni della malattia di Dupuytren.
La procedura consta di due fasi distinte, entrambe della durata di pochi minuti.
La prima fase viene eseguita in ambulatorio dove si effettua l'iniezione del farmaco con un piccolo ago da insulina. Dopo una breve osservazione, viene effettuato un bendaggio protettivo ed il paziente può tornare a casa.

La seconda fase avviene dopo almeno 24 ore (tempo necessario per l'azione del farmaco) e consiste, previa leggera sedazione del paziente, in una manovra di rottura manuale del cordone, indebolito dalla collagenasi.
Al termine della procedura la mano è libera, senza alcun bendaggio o stecca di immobilizzazione; il paziente dovrà indossare un piccolo tutore in estensione solo nelle ore notturne, confezionato su misura dal fisioterapista.

Il trattamento percutaneo con ago rappresenta un'altra opzione terapeutica meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale, particolarmente indicata nei pazienti con contratture da lievi a moderate.
Durante il trattamento, la mano viene prima anestetizzata localmente, successivamente, il chirurgo della mano utilizza un ago molto sottile per perforare in diversi punti il cordone di tessuto patologico e romperlo, liberando così le dita dalla contrazione.
L'intera procedura è piuttosto veloce, con una durata complessiva di circa 30 minuti.
Grazie alla sua natura minimamente invasiva, il paziente può tornare rapidamente alle proprie attività quotidiane, spesso già dal giorno successivo, con una notevole riduzione del disagio e dei tempi di recupero rispetto alla chirurgia convenzionale.
La scelta del trattamento dipende dal grado di avanzamento della malattia e dalle preferenze del paziente.
Intervenire precocemente è spesso la scelta migliore, poiché consente di evitare procedure più invasive e periodi di recupero più lunghi.
Un trattamento tempestivo migliora notevolmente le possibilità di ottenere un risultato funzionale ottimale.
| Open | Collagenasi | Percutaneo con Ago | |
|---|---|---|---|
| Applicabilità | Tutti gli stadi | Tutti gli stadi | Da lieve a moderato |
| Invasività | Alta | Minima | Minima |
| Anestesia | Loco-regionale | Sedazione | Locale |
| Durata * | 1-2 ore | 2 sedute da 30 min | 30 min |
| Cicatrici | Sì | No | No |
| Recupero | Medio-lungo | Rapido | Rapido |
| Fisioterapia * | 10-20 sedute | 1-3 sedute | 1-3 sedute |
| Recidiva ** | Bassa | Media | Media |
* I valori sono riferimenti indicativi medi; ogni paziente è unico!
** Trattandosi di una patologia genetica, la recidiva è sempre possibile; qui viene indicato il rischio di recidiva nello stesso punto operato.
Vuoi più informazioni su questo trattamento?
Ti risponde la segreteria.
«Sono tornato alla normalità»
Ascolta la testimonianza di Maurizio, a un mese dall'intervento open per il morbo di Dupuytren.

Ho contattato la Dottoressa Faccio per un parere sul morbo di Dupuytren del quale sono affetto su entrambe le mani.
Purtroppo la mia situazione era già in uno stato molto avanzato pertanto si è reso necessario l’intervento che al momento mi è stato eseguito sulla mano destra.
Da subito ho capito che davanti a me avevo una seria professionista con grandi competenze, purtroppo i precedenti consulti con altri dottori erano stati altamente deludenti. La Dottoressa mi ha spiegato in ogni particolare come si sarebbe svolto l’intervento rispondendo a tutte le mie domande e dipanando ogni mia perplessità, trasmettendomi grande fiducia al punto che seduta stante ho fissato l’appuntamento per il primo intervento.
Ritengo il risultato finale eccellente al punto che ho già chiesto di essere messo in lista anche per la mano sinistra.
Colgo l’occasione per ringraziare la Signora Claudia, sua fedele collaboratrice, che si è resa disponibile in qualunque giorno e a qualunque ora per guidarmi lungo tutto il percorso, dall’intervento alla riabilitazione.
sono stato operato dalla Dottoressa Faccio alla mano dx per il morbo di Dupuytren,
trovo la Dottoressa molto brava e scrupolosa mi ha spiegato l' intervento e i tempi e i modi di recupero, è in costante contatto con la terapista per la riabilitazione, sto riacquistando la piena funzionalità.
sono molto soddisfatto
Avevo un dupuytren nella mano destra molto grave per cui due medici che avevano fatto la visita prima doveva essere amputato invece la dott.ssa Marina Faccio si è presa cura del mio problema operandomi la mano ed è stata bravissima ho avuto la possibilità di riprendere la funzionalità della mano allego foto per dimostrare il capolavoro che è riuscita a fare
MI hanno diagnosticato il morbo di dupuytren, risolvibile con l' intervento chirurgico. Su internet ho trovato la Dottoressa Faccio, mi sono consultato con il mio medico di base, ed ho prenotato la visita. ho fatto l' intervento, ho risolto totalmente il problema in tempi rapidissimi.
Mi sono operato dalla dott.ssa Faccio per il morbo di Dupuytren al quinto dito della mano destra. È stata un'operazione più lunga del previsto in quanto ha presentato delle complicanze anche a livello di articolazione.
Mi sono sentito a mio agio fin da subito con la dottoressa, che è stata attenta, gentile e professionale. Mi sta, tuttora seguendo (a distanza di due mesi), volendo essere tenuta a conoscenza dell'evoluzione post intervento.
Capita raramente di conoscere dei medici così umani e preparati nel contempo.
Sono molto soddisfatto dell'intervento che la Dott.ssa Faccio ha eseguito sulla mia mano destra a seguito del morbo di Dupuytren. Tutto è andato perfettamente e dopo pochissimi giorni ho ripreso la piena funzionalità della mano. Il Dupuytren mi si sta sviluppando anche sulla mano sinistra e certamente quando sarà il tempo dell'intervento ritornerò ad affidarmi alla Dott.ssa Faccio. Grazie Dott.ssa per la sua umanità e gentilezza e la sua grande professionalità e competenza.
Da tempo la mia mano sinistra era affetta da Dupuytren, finalmente mi sono deciso ad affrontare il problema che iniziava ad impedirmi di dedicarmi serenamente alla mia attività preferita: suonare il pianoforte.
Dopo avere valutato diverse proposte la mia scelta è caduta sulla D.ssa Marina Faccio e sulla tecnica dell'iniezione con collagenasi, dato che essa garantiva un minor impatto e un più rapido recupero della funzionalità, e mai scelta fu più felice: non solo la Dottoressa ha brillantemente risolto il mio problema, ma lo ha fatto mettendomi immediatamente a mio agio anche a livello personale e trasmettendomi fiducia, fattori non secondari nella mia scelta.
Il decorso post-operatorio è stato ottimale: il giorno dopo l'operazione ero già in grado di suonare il pianoforte e 10 giorni dopo ho addirittura fatto un concerto senza il minimo problema!
Ringrazio la D.ssa Marina e il suo staff per avermi liberato da questo problema con competenza, umanità e simpatia.
Ho effettuato un intervento alla mano in quanto soffrivo del morbo di Dupuytren presso Villa Donatello a Sesto Fiorentino con la dottoressa Faccio tramite il metodo della collagenasi e desidero esprimere la mia piena soddisfazione. Oltre all'eccellente risultato ottenuto, ho particolarmente apprezzato la gentilezza e la professionalità della dottoressa e di tutta l'equipe. La qualità della struttura, l'attenzione verso il paziente e l'ambiente accogliente hanno reso l'esperienza serena e positiva sotto ogni aspetto. Consiglio vivamente questa struttura e ringrazio tutto il personale per la cortesia e l'ottima gestione dell'intervento.
Sono stato operato dalla dott.ssa Faccio alla mano per morbo di Dupuytren.
La dott.ssa è cordiale, professionale e molto disponibile. Mi ha seguito costantemente anche nella delicata fase post operatoria di recupero: visto che sono di Ravenna, mi ha indicato il fisioterapista specifico più vicino e ha seguito i progressi della mano, chiedendo video e immagini.
Adesso, a poco più di un mese dall'operazione, la mano è perfettamente recuperata. Devo ammettere che i risultati hanno superato le aspettative.
Sono rimasto molto soddisfatto.
La dott.ssa Mariina Faccio specialsta dell'arto supqeriore oltre ad essere una persona di una gentilezza e di un umanita infinita è una specialista della mano di una preparazione eccezzionale, sono stato operato con successo da lei alla mano dx dal morbo di dupuytren
Sono contento di aver scelto la dottoressa MARINA FACCIO dalla quale sono stato operato alla mano dx per morbo di dupuytren sono grato in particolare a Lei ed alla sua equipe per la calma con cui ho affrontato l'intervento chirurgico che è riuscito con successo ( ma di questo non avevo dubbi visto a chi mi sono affidato ) devo anche dire che la dottoressa MARINA FACCIO segue i suoi pazienti prima e dopo l'operazione ed a proposito di operazione devo dire che non ho sentito nessun dolore post operatorio per tutto questo ringrazio la dottoressa MARINA FACCIO sicuramente,UN ECCELLENZA NELLA CHIRURGIA DELLA MANO E DELL'ARTO SUPERIORE. GRAZIE INFINITE DOTTORESSA LE SARÒ SEMPRE GRATO E, COMPLIMENTI PER LA SUA ECCELLENTE PREPARAZIONE!!!!!!
Sono stata operata alla mano per morbo di Dupuytren, presso il Centro Dyadea di via Larga a Bologna, dalla D.ssa Faccio, che con la sua gentilezza, professionalità e disponibilità mi ha aiutato a superare le incertezze che avevo nei confronti di questa operazione.
E' andato tutto benissimo.
Un grazie di cuore a Lei e alla sua altrettanto brava fisioterapista D.ssa Chiara Piccinini.
Oggi pomeriggio ho fatto la visita online con la Drssa Faccio.. Molto gentile, professionale, mi ha spiegato con calma tutte le varie opzioni terapeutiche per il mio problema M di Dupuytren... Estremamente disponibile.. La visita è durata 24 minuti....Brava e.Grazie.. 😊
Ringrazio la dottoressa Marina Faccio per l'alta professionalità, per la sua gentilezza e disponibilità nello spiegarmi in modo esauriente le diverse soluzioni legate alla mia patologia (morbo di Dupuytren).
Sono rimasto completamente soddisfatto del risultato ottenuto!
Il mio dito mignolo destro era quasi piegato del tutto e ora ha ripreso funzionalità e la sua posizione è tornata naturale. Prima avevo difficoltà addirittura nel lavarmi il volto e risultava problematico stringere la mano altrui.
Il dolore si estendeva a volte sino al braccio.
La dottoressa Faccio ha mostrato professionalità ed estrema cortesia.
Esperienze spontanee dei pazienti, senza alcun compenso. Ogni caso è diverso e queste esperienze non sono una garanzia di risultato.
Nella maggior parte dei casi, il morbo di Dupuytren non causa dolore.
In alcune situazioni avanzate, i noduli o i cordoni possono diventare fastidiosi, soprattutto quando interferiscono con i movimenti quotidiani.
In questi casi, può essere necessaria una valutazione specialistica per decidere il trattamento più adatto.
Sì, in alcuni casi il morbo di Dupuytren può essere associato ad altre condizioni fibrotiche.
Può interessare la fascia plantare, provocando il Morbo di Ledderhose, o i corpi cavernosi del pene, causando la Malattia di La Peyronie.
La presenza simultanea di più localizzazioni, come la mano, il piede o il pene, può essere un indicatore di una forma più aggressiva della malattia.
Non esiste un metodo sicuro per prevenire il morbo di Dupuytren, poiché la componente genetica gioca un ruolo fondamentale.
Evitare fattori di rischio come il fumo, il consumo eccessivo di alcol e l'esposizione a lavori manuali pesanti può ridurre il rischio di sviluppare la malattia o rallentarne la progressione.
Non ci sono rimedi naturali provati per fermare o invertire la progressione del morbo di Dupuytren.
Sì, il trattamento percutaneo con ago è una procedura minimamente invasiva che può essere ripetuta nel tempo se la contrattura si ripresenta.
È indicato nei casi di contratture lievi o moderate e permette un rapido ritorno alle attività quotidiane, con un impatto minimo sulla vita del paziente.
No, non è vero che la collagenasi è stata ritirata perché pericolosa.
La collagenasi rimane un trattamento efficace e sicuro, particolarmente indicato nei casi iniziali o moderati del morbo di Dupuytren.
Esiste però un problema di scarsità del farmaco, importato dagli Stati Uniti, che ha causato una riduzione della sua diffusione in Italia e un aumento significativo dei costi.
Attualmente, il farmaco è disponibile solo in alcuni centri specializzati.
Sì, il morbo di Dupuytren è una patologia a base genetica, quindi anche dopo un trattamento efficace, esiste sempre il rischio di recidiva.
Tra i trattamenti disponibili, la fascectomia open offre il tasso di recidiva più basso poiché rimuove completamente i cordoni patologici. Tuttavia, si tratta di un intervento più invasivo, che richiede tempi di recupero più lunghi rispetto ad altre tecniche.
No: nelle forme meno aggressive il morbo di Dupuytren può anche non progredire mai. È comunque importante tenerlo sotto controllo con il «test del tavolo».
Sì. Il primo ceppo del morbo di Dupuytren fu identificato nel Nord Europa; per questo viene anche detto Malattia dei Vichinghi.
No: non vi è correlazione tra lo sviluppo del morbo di Dupuytren e il gruppo sanguigno o l’alimentazione. La malattia di Dupuytren ha una base genetica ereditaria; tuttavia ancora non vi è certezza sui geni coinvolti e sulle loro modalità di trasmissione. I geni fino ad ora individuati riguardano principalmente i meccanismi che promuovono la proliferazione di fibroblasti e la produzione di collagene. A parità di predisposizione genetica, alcuni fattori di rischio (come lavori manuali, traumi pregressi, diabete) potrebbero accelerarne lo sviluppo.
No: se la flessione del dito è molto avanzata o perdura da tanto tempo, alla malattia di Dupuytren può associarsi anche una rigidità articolare dovuta alla retrazione in accorciamento dei legamenti e della capsula. In questi casi il trattamento enzimatico con collagenasi non è indicato, poiché per ottenere l’estensione del dito andrà effettuata anche un’artrolisi.
Sì: l’età giovane non è una controindicazione al trattamento con collagenasi. Per valutarne l’indicazione è comunque necessaria la visita specialistica, per confermare e stadiare la patologia.
Ci aiuti a migliorare il sito?
I cookie di statistica e marketing (Google, Meta) ci dicono quali pagine sono davvero utili ai pazienti e quali annunci li portano qui. Chiudendo con la X restano solo quelli tecnici. Cookie policy